Validatore Dati Strutturati Online
Valida i dati strutturati JSON-LD e Schema.org. Individua gli errori prima della pubblicazione.
Perché usarlo
Rich result senza errori di markup
Compatibile
Verifica la conformità con i tipi Schema.org e i requisiti Google per i rich result.
Privato
Il markup viene analizzato nel tuo browser. Nessun dato viene inviato a server esterni.
Preciso
Errori e avvisi dettagliati per ogni proprietà mancante o non valida.
Istantaneo
Validazione immediata. Nessuna registrazione, nessuna attesa.
Come funziona
Tre passaggi, senza complicazioni
Incolla il tuo JSON-LD o markup Schema.org
Incolla il blocco script di tipo application/ld+json oppure il markup con attributi itemscope/itemtype.
Avvia la validazione
Lo strumento verifica la struttura JSON, i tipi Schema.org riconosciuti e le proprietà obbligatorie per i rich result di Google.
Correggi gli errori segnalati
Gli errori e gli avvisi appaiono con descrizioni dettagliate. Correggi il markup e rivalida finché non ottieni il risultato pulito.
FAQ
Hai delle domande?
I dati strutturati sono markup aggiunti alle pagine HTML per descrivere il contenuto in modo comprensibile ai motori di ricerca. Schema.org definisce un vocabolario condiviso per tipi come Article, Product, Recipe, Event, FAQ e decine di altri. Google li usa per generare i rich result nelle SERP: stelle di recensione, prezzi dei prodotti, ricette con calorie e altri elementi visivi che aumentano il CTR.
JSON-LD è il formato raccomandato da Google: si inserisce come blocco script separato, senza modificare il markup HTML visibile. Microdata e RDFa integrano gli attributi direttamente nei tag HTML esistenti. JSON-LD è più semplice da mantenere e da aggiornare dinamicamente via JavaScript, motivo per cui Google lo preferisce per i nuovi progetti.
Oltre a questo strumento, Google mette a disposizione il Rich Results Test ufficiale che verifica quali tipi di rich result sono idonei per una pagina specifica. I tipi con requisiti più stringenti includono Article (campi author e datePublished obbligatori), Product (name, image, offers richiesti) e FAQ (almeno una coppia domanda-risposta con testo visibile nella pagina).
Google non penalizza direttamente i dati strutturati errati, ma gli errori impediscono l'attivazione dei rich result. Markup non valido viene semplicemente ignorato. Tuttavia, rich result attivi portano a un CTR più alto nella ricerca organica, quindi correggere gli errori ha un impatto positivo indiretto sul traffico.
Sì. Se il tuo CMS o framework genera il blocco JSON-LD con JavaScript, puoi copiare il markup renderizzato dall'ispettore del browser (sezione Elements o Sources) e incollarlo qui per validarlo. Google è in grado di leggere JSON-LD inserito dinamicamente, a patto che il rendering avvenga prima del crawling.
Schema.org e i dati strutturati: storia e impatto sulla ricerca
Schema.org fu lanciato nel giugno 2011 da Google, Microsoft, Yahoo e successivamente Yandex come vocabolario condiviso per i dati strutturati sul web. Prima di Schema.org esistevano standard concorrenti come Dublin Core, FOAF e le specifiche OpenGraph di Facebook, ma la frammentazione rendeva difficile per i motori di ricerca interpretare il contenuto in modo affidabile. Schema.org unificò il vocabolario sotto un'unica gerarchia di tipi basata su RDF.
I dati strutturati sono diventati un fattore centrale nella strategia SEO moderna con l'introduzione dei rich result da parte di Google. A partire dal 2012 con i Knowledge Graph e dal 2014 con le ricette e le recensioni, Google ha progressivamente ampliato i tipi di risultati arricchiti disponibili. Oggi i rich result coprono prodotti, eventi, FAQ, how-to, breadcrumb, sitelink e dozzine di altri tipi verticali.
La corretta implementazione dei dati strutturati richiede non solo JSON-LD valido ma anche coerenza tra il markup e il contenuto visibile della pagina: Google verifica che i valori dichiarati nello schema corrispondano a quanto mostrato all'utente. Strumenti di validazione automatica nei pipeline CI/CD consentono di intercettare gli errori prima del deploy, evitando che le pagine pubblicate perdano l'eligibilità ai rich result.